0. Introduzione

Quanto segue è L’INTRODUZIONE della mia Tesi, che ho terminato di scrivere nel 2002. Tutti i riferimenti, pertanto, risalgono ad allora. Le note inserite dopo la pubblicazione saranno evidenziate con la data di inserimento della nota stessa. Tutti i capitoli pubblicati sono raggiungibili dall’INDICE

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Un simpatico pinguino sorride dagli scaffali di un negozio di prodotti informatici. Tux è il logo-mascotte del sistema operativo Linux.

Linux ha appena compiuto 10 anni, è giovane ma è cresciuto talmente in questi pochi anni da indurre molti a pensare che stia cambiando le regole del gioco nel mondo informatico.

IBM, Sun Microsystems, Hewlett-Packard, e molte altre stanno investendo pesantemente nel suo sviluppo, lo ritengono strategico in un comparto economico strategico e confidano in lui per il futuro: nel 2001 la sola “Big Blue” ha investito un miliardo di dollari1.

Cosa c’è di sorprendente o insolito?Linux è Software Libero2. Nessuno mai ne diventerà proprietario esclusivo.

Lo sviluppo del software oltre che realizzarsi all’interno delle imprese e della comunità scientifica presso le università, avviene anche all’interno delle comunità di liberi programmatori che si dedicano
gratuitamente a questa attività. Questo “strano mondo” viaggia parallelo, si sovrappone, collabora od entra in conflitto con gli altri due, in uno scenario complesso, fluido e in continua evoluzione.

Il Software Libero è il prodotto delle comunità di programmatori liberi, gli hacker3.
Ha la particolarità di essere sviluppato con un sistema di tipo cooperativo ed aperto. È reso disponibile a chiunque in formato sorgente4 ed è protetto da una tipologia di licenze che ne ammette il libero uso, copia e redistribuzione in forma anche modificata, gratis o a pagamento. Queste licenze, nel pieno rispetto della legge, sovvertono i divieti dei copyright tradizionali e assicurano per sempre al Software Libero la natura di bene pubblico puro.

L’idea cardine per gli hacker è che la condivisione delle informazioni sia un bene di per sé - e non solo in campo informatico - e che quindi occorra incoraggiarla e sostenerla in ogni sua forma.

L’informatica, però, è per prima cosa una scienza e della scienza segue logica e leggi. Il modello di sviluppo delle comunità del Software Libero è per molti versi analogo a quello della comunità scientifica e, di fatto, queste comunità sono parzialmente sovrapposte e condividono persone, mezzi e paradigmi: il “gioco” della reputazione, il presupposto della pubblicità e controllabilità del lavoro svolto, la revisione ed il giudizio critico da parte dei pari grado. Tant’è vero che spesso l’inizio dell’attività di hacking dei programmi, comincia negli anni dell’università presso gli istituti
di informatica, impegno che poi difficilmente viene abbandonato con l’ingresso nel mondo del lavoro.

Quelle degli hacker sono comunità che, anche se molto variegate, mantengono un codice morale comune che guida il comportamento individuale.

La lunga tradizione culturale degli hacker, comprende abilità tecniche altamente specializzate, stabili reti di scambio delle informazioni, norme, gerarchie di status, linguaggi e significati simbolici
condivisi.

I programmatori della comunità hacker che partecipano ai progetti di sviluppo software, tra i numerosissimi che avvengono in rete, seguono vincoli informali e formali ben precisi. Considerano il proprio contributo come bene pubblico e lo rilasciano alla comunità. Il dono del proprio lavoro, del codice che hanno sviluppato, non chiude un cerchio di reciprocità perché ciò che hanno restituito non è in alcun modo confrontabile con ciò che hanno a disposizione: il “Calderone Magico”5, a cui possono attingere, ha un contenuto di conoscenze nuove che continua a crescere, ma attingere a queste conoscenze non le consuma affatto, inoltre restituire è un dovere morale che fa alzare ulteriormente il livello quantitativo e qualitativo.

La possibilità di attingere ad un vastissimo Capitale Sociale di reciprocità6 è l’incentivo fondamentale; l’opportunità di utilizzare le strutture sociali per perseguire i propri fini, siano essi la
diffusione libera ed incondizionata delle conoscenze, il puro divertimento o la disponibilità di software liberi e gratuiti per il proprio lavoro. Il tutto in un ambito trasparente e pubblico dove
tutti sono collegati e sanno o possono rapidamente sapere chi fa e/o sa che cosa. In ogni momento è possibile ricostruire lo stato dell’arte e l’accesso alla conoscenza è relativamente facile ed
immediato. Chi partecipa assimila competenze tecniche altrimenti difficili da acquisire e trova aiuto nella soluzione dei problemi. Il Software Libero tiene traccia di coloro che hanno contribuito,
pertanto chi dona tempo e lavoro, ad esempio sotto forma di nuovo codice o di bugs-report, ottiene una sorta di “certificazione” delle proprie competenze e migliora la propria reputazione in
relazione a ciò che ha donato. I nomi degli hacker che collaborano allo sviluppo del software libero vengono associati ai contributi che forniscono, nelle credit list o negli history files7 allegati a ciascun progetto.

Una buona reputazione porta vantaggi immateriali come il riconoscimento di un elevato status nella comunità, ma anche una migliore quotazione nel mondo del lavoro che si può eventualmente tradurre in consistenti vantaggi materiali. Gli sviluppatori più prolifici attraggono l’attenzione e le aziende possono trovare nelle credit list i nominativi dei migliori programmatori da ingaggiare.

Guardando ai molteplici traguardi della comunità, il sistema operativo GNU/Linux8 è oggi il software più conosciuto, anche tra gli utenti non informatici, e raccoglie sempre più attenzione tra gli operatori del settore. Ha contribuito molto al rapido acquisto di visibilità del Software Libero cui stiamo assistendo.Il software che ha avuto più successo è Apache9 che di fatto è il più usato tra tutti i web server. Ma la realizzazione più consistente del Software Libero è la stessa Internet, nemmeno immaginabile per ciò che è diventata, senza un ambiente pubblico di libere collaborazioni in grado di coordinare la connessione del suo intreccio caotico di soluzioni e programmi e soprattutto in grado di mantenere aperti gli standard.

La scoperta di Internet da parte del grande pubblico ha consentito al sistema, da chiuso che era, di divenire aperto, dando inizio alla partecipazione, anche estemporanea, di persone esterne alle comunità.

Il Software Libero gode di un fenomenale tasso di sviluppo, di una evoluzione rapida in diretta risposta alle esigenze dei suoi utenti ed è disponibile per qualsiasi uso, anche commerciale. È per questo che inizia ad attirare l’attenzione, ed ingenti investimenti, di alcune tra le maggiori aziende informatiche. Si sta imponendo in molti casi come valida alternativa al software proprietario sia come prodotto in sé sia come metodo di sviluppo e filosofia d’affari: un cospicuo patrimonio di software liberamente utilizzabile è già presente e le licenze Free ed Open Source agevolano la partnership aziendale per lo sviluppo congiunto di nuovi prodotti con la ‘messa in comune’ dei reparti R.&S. In questo modo viene ripartito il rischio, molto elevato per la particolare struttura dei costi dell’industria del software e per la distorsione del settore data dalla presenza di un concorrente in posizione pressoché di monopolio nei comparti strategici.

Le fonti di profitto si spostano dalla vendita delle licenze d’uso del software, all’offerta di assistenza e servizi a valore aggiunto, decisamente più apprezzati dalla clientela. Inoltre, anche coloro che utilizzano in modo commerciale il Software Libero, ad esempio, utilizzando programmi Free per fornire servizi alla propria clientela, oltre alla disponibilità dei sorgenti per eventuali modifiche e aggiustamenti da parte dei propri tecnici interni, hanno accesso al suo capitale sociale: il contatto diretto con la specifica comunità di sviluppatori e la possibilità di trovare tecnici esperti direttamente nella credit list del software utilizzato, nella comunità di sviluppo e supporto o tra gli appassionati attraverso le liste di discussione. Per l’impresa, tutto ciò, costituisce un importante vantaggio competitivo.

Nonostante l’attrito tra la mentalità Free e quella Business, il Software Libero sta avendo un impatto rivoluzionario sull’intero mercato del software. Per superare le ultime resistenze sono
in corso di formalizzazione nuove istituzioni e le organizzazioni nate a sostegno del Software Libero, la Free Software Foundation e la Open Source Initiative, in testa ma non da sole, sono molto attive su questo fronte.

Per la sua stessa essenza, il software Libero trasforma il confine tra impresa ed utente finale che diviene sfumato o scompare. Il passaggio di potere dalle imprese agli utilizzatori è indubbiamente enorme.

Per analizzare il modello economico del Software Libero, seguirò lo schema analitico-interpretativo proposto da D. C. North in “Istituzioni, cambiamento istituzionale, evoluzione dell’economia”.10 In questo saggio North intreccia l’analisi istituzionale alla teoria neoclassica modificando la dottrina esistente. Costruisce un intera struttura teorica indicando il processo di sviluppo condizionato dai punti di partenza come la chiave per la comprensione analitica delle trasformazioni economiche di lungo periodo.

L’approccio collega gli elementi della scarsità-concorrenza e l’idea degli incentivi come forza trainante, presenti nella teoria neoclassica, quindi, unisce alla teoria i costi del processo di scambio detti di transazione (per definire, proteggere ed applicare i diritti di proprietà sui beni), i modelli soggettivi della realtà, l’informazione incompleta e i rendimenti crescenti, caratteristici delle istituzioni. Il risultato è un sistema teorico in grado di collegare il livello dell’attività microeconomica con quello degli incentivi macroeconomici forniti dal sistema istituzionale.

Il processo di sviluppo condizionato dai punti di partenza deriva da meccanismi a rendimento crescente che ne determinano il senso. La direzione presa è poi rafforzata dagli stessi meccanismi: in alcuni casi si creano situazioni di scambio irrigidite, mentre in altri casi si verificano cambiamenti dinamici ed evolutivi.

Scostamenti, deviazioni o inversioni del senso del processo provengono dagli effetti inattesi delle scelte e da forze esterne al sistema considerato.

Le istituzioni, le “regole del gioco” formali ed informali di una società, sono la struttura fondamentale dell’interazione che ha permesso nel tempo di costruire un ordine sociale, economico e
politico. Sono la chiave interpretativa delle interrelazioni tra politica ed economia e delle conseguenti ricadute sulla crescita economica. Riducono l’incertezza degli scambi; insieme alla
tecnologia impiegata, determinano i costi di transazione e di trasformazione e quindi la redditività e le opportunità di chi si impegna in attività economiche.

Le varie organizzazioni, i “giocatori”, sono gruppi di persone unite dal comune proposito di raggiungere uno scopo prefissato, per forma e finalità sono il prodotto dell’insieme di vincoli ed opportunità consentito dalla struttura istituzionale. Attraverso l’attività degli imprenditori che le dirigono, sono impegnate attivamente per il raggiungimento dei propri obiettivi. Ma nel corso della realizzazione dei propri fini, le organizzazioni modificano in maniera graduale il sistema istituzionale. La coppia istituzioni-organizzazioni è quindi il motore del cambiamento.

La fonte delle trasformazioni economiche, sono i guadagni ottenuti dalle organizzazioni e dai loro imprenditori a seguito dell’acquisizione di competenze, conoscenze ed informazioni, che migliorano la possibilità di concretizzare i propri obiettivi.

I vincoli imposti dai limiti dell’organizzazione, dal reddito e dalla tecnologia vanno considerati come fattori endogeni insieme al sistema istituzionale. La tecnologia determina il limite superiore dello sviluppo economico possibile. Se i costi di transazione fossero nulli, gli aumenti della conoscenza scientifica e della sua applicazione fornirebbero la soluzione per accrescere il potenziale
benessere delle persone nelle diverse società. I costi di transazione non sono mai nulli ma possono essere ridotti dalla struttura istituzionale.

Ultimo, ma non meno importante, fattore considerato è la lotta interminabile per risolvere i problemi inerenti all’attività sociale di coordinamento e di cooperazione. Tema centrale, nel saggio di North, è il difficile problema del raggiungimento di soluzioni cooperative su base volontaria così da consentire ai sistemi economici di impadronirsi dei vantaggi degli scambi, trarre profitto dalla
tecnologia e dai vari aspetti dell’impegno politico e sociale.

Ecco il punto a cui il North è arrivato: gli incentivi costituiscono le ragioni di fondo dell’evoluzione economica e variano molto nel tempo. L’attenzione su di essi dà la chiave interpretativa della evoluzione di un sistema economico. Occorre integrare l’analisi istituzionale nella teoria e nella storia economica, correggendo il concetto di razionalità e le sue implicazioni, includendo idee e ideologie nell’analisi dello studio dei costi di transazione per il funzionamento dei mercati - politici ed economici - e comprendendo gli effetti del processo di sviluppo condizionato dai punti di
partenza sull’evoluzione dei sistemi economici.

L’oggi è condizionato dal passato semplicemente perché i vincoli di ieri limitano le scelte, ma ciò riflette un ruolo più profondo del processo di sviluppo condizionato, frutto dei rendimenti crescenti
del sistema istituzionale.

L’accresciuta importanza che le organizzazioni politiche ed economiche hanno assegnato al sistema istituzionale, attraverso esternalità di rete e altre fonti di rendimenti crescenti, lascia il segno nell’evoluzione economica. Ma anche le organizzazioni provocano trasformazioni graduali in una combinazione di stabilità e cambiamento. Lo schema del North infine orienta su due elementi che compongono il quadro istituzionale dei sistemi economici ritenuti all’origine di istituzioni efficienti: i vincoli informali e i costi di transazione relativi al processo politico.

I vincoli informali derivano dalla trasmissione dei valori attraverso la cultura tradizionale, dall’applicazione di regole formali per risolvere specifici problemi di scambio e dalla soluzione delle
questioni di coordinamento. Egli segnala la loro ampia influenza sulla struttura istituzionale data dall’interazione con le regole formali. Le tradizioni di lavoro, di onestà e di integrità riducono
i costi di transazione consentendo lo scambio complesso e produttivo. Quelle tradizioni sono sempre rafforzate dalle ideologie alla base degli atteggiamenti. Le convinzioni soggettive degli attori non sono solo il risultato di una cultura, ma sono continuamente modificate dall’esperienza filtrata da schemi mentali preesistenti e culturalmente condizionanti. Perciò le variazioni dei prezzi
relativi alterano a poco a poco norme e ideologie e più sono bassi i costi di informazione, più sono rapide le alterazioni.

Per effettuare una corretta analisi occorre connettere tra loro il vincoli informali ed il costo di transazione relativo al processo politico. Questo infatti è molto elevato anche nel migliore dei
mercati politici. Abitualmente però l’operatore politico possiede ampia libertà decisionale. Pertanto si avranno istituzioni efficienti solo in un sistema politico dotato di incentivi per la
creazione e la tutela efficiente dei diritti di proprietà.

La struttura teorica, appena presentata, funziona da traccia per inquadrare il modello economico del Software Libero. L’autore la utilizza per descrivere e comprendere le performance economiche di entità territoriali ma è perfettamente adattabile ai più disparati “campi di gioco” - per riprendere una metafora dello stesso North -, come appunto uno specifico ambito come quello del software
prodotto in rete, privo di confini, aperto e globalmente interconnesso.

 

Questo lavoro si suddivide in cinque capitoli.

Il primo contiene una ricostruzione della storia degli hacker: come e dove nascono le prime comunità ed il formarsi della loro cultura. Il fenomeno di cui parlo ha origine nell’ambiente accademico
statunitense già negli anni cinquanta, segue prevalentemente le regole dell’ambiente scientifico ed accademico, ma anche alcune caratteristiche della società americana (contesto che premia
l’attività delle organizzazioni e il loro sviluppo in termini di competenza e conoscenza scientifica). In questo fatto si può identificare il punto di partenza del sentiero di sviluppo.11

Nel secondo capitolo, presento i vincoli informali della comunità. Oggi la comunità hacker “vive” innanzitutto sulla Rete e risulta uniforme nonostante la distanza fisica dei singoli, la
diversa nazionalità, lingua e cultura di origine. Evidenzio in questo capitolo gli elementi che compongono la filosofia, ideologia, norme etiche e mentalità tipica delle diverse comunità di hacker,
quindi, le relative consuetudini incentrate sulla libertà e condivisione del sapere e sulla logica del dono.

Confronto poi, l’ideologia, l’etica e le ‘regole del gioco’, seguite dalla comunità hacker, con quelle della comunità scientifica, sottolineandone le analogie. Proseguo, esponendo come è organizzato
il processo produttivo del Software Libero: si realizza intorno al singolo progetto, con la cooperazione volontaria e gratuita dei programmatori, sempre molto numerosi.

Per progetti molto importanti come Linux possono arrivare a toccare le centinaia di migliaia. L’azione di coordinamento, stimolo e controllo dei leaders e le strutture che riescono a comporre sono fondamentali perché portano alla riuscita o al fallimento dei progetti. Attraverso l’esempio del progetto GNU, di Linux ed altri particolarmente significativi ne spiego il tipo ideale di
funzionamento.

Infine espongo ciò che distingue strutturalmente e qualitativamente la programmazione ‘Libera’ rispetto a quella ‘Proprietaria’, attraverso il concetto di ‘Capitale sociale’, che, nelle comunità di
programmatori del Software Libero è presente in quantità e qualità, molto differenti.

Nel terzo, affronto la questione cardine della natura del software: è un prodotto digitale/opera dell’ingegno che, in più, ha una particolare struttura dei costi. Il software, a differenza del prodotto
industriale classico, è affetto da una diseconomia di scala dei costi di sviluppo rispetto alla dimensione del prodotto. Il costo di sviluppo di un programma cresce all’incirca con il quadrato delle sue
dimensioni ed in più, è stato stimato che, il numero dei bugs cresca con il cubo delle dimensioni. Il costo di riproduzione, per contro, è pari quasi allo zero.

Direttamente collegato alla particolare natura del software c’è la questione della tutela della sua proprietà. Le licenze hanno il difficile compito di tutelare due proprietà ben distinte, quella morale e
quella economica dell’autore del software. Mantengo questa distinzione per effettuare un confronto tra le licenze sul Software Libero - il “Copyleft” GNU/GPL, la Open Source Definition e
le licenze OSI Certified - che tendono soprattutto a tutelare la proprietà morale dell’autore, e le licenze sui software “chiusi”, che proteggono più la parte economica. Open e Closed Source hanno
quindi due strutture completamente diverse dei costi totali.

Presento anche le principali organizzazioni senza scopo di lucro del Software Libero: la Free Software Foundation con il Progetto GNU e la Open Source Initiative. Descrivo brevemente, la loro azione di promozione e difesa di questo tipo di software, e le attività per far conoscere e diffondere la filosofia che vi sta dietro.

Poi mi occupo del modello del Software Libero come strategia di mercato. Nuove aziende sono nate per dedicarsi al Software Libero: “distribuzioni” e aziende di servizi, supporto e
certificazione. Le regole del mercato restano dominanti, ma il Software Libero ne ha introdotte di nuove e le aziende si devono adeguare con le loro strategie per mantenere o raggiungere vantaggi
competitivi, crescita della produttività e possibilità di risposte rapide e flessibili in un comparto estremamente dinamico.

Il Software Libero favorisce il comportamento cooperativo nel settore. Progetti collaborativi tra aziende sono messi in atto sempre più spesso, ottenendo riduzione dei costi e ripartizione del rischio.

A conclusione del capitolo, affronto il problema del terzo garante e della tutela dei diritti in ambito internazionale. L’applicazione delle regole formali in un sistema globalizzato ed in rapida
evoluzione non è semplice ed è sicuramente molto costosa per chi la affronta e a volte è del tutto inutile dato che in alcuni stati, per ragioni politiche, economiche o sociali, restano volutamente
inapplicate.

Diverse questioni risultano aperte, come ad esempio quella dei brevetti. Le decisioni che verranno prese incideranno sul futuro della ricerca scientifica mondiale, in tutti i campi, non solo sull’informatica.

Il capitolo quarto, lo dedico ad una ricognizione delle dinamiche del Software Libero all’interno del ‘Sistema Software’, reinterpretandolo attraverso l’iter teorico di North e cogliendo gli elementi che hanno inciso nel cambiamento del mercato, quindi anche il Capitale Sociale quale risorsa per l’azione.

Nel capitolo conclusivo, restando all’interno dell’iter teorico di North, sposto la visione temporale in una prospettiva futura, e rilevo gli elementi in gioco, che andranno ad incidere sulla forma e direzione del cambiamento istituzionale.

 

Il Glossario, che segue questa introduzione, sarà di aiuto per i termini tecnici, le espressioni gergali (tratte dal “Jargon file”), i nomi e gli acronimi che compariranno nel testo.

 

Userò Software Libero’ come termine generale che identifica idealmente tutta la comunità, intendendo con questo sia il ‘Free Software’ sia l’Open Source Software’.

 

Allegate alla tesi vi sono delle appendici contenenti una piccola selezione di materiale documentale.

 

 

 

1
Fonte: Il Sole-24 Ore - 12 Ottobre 2001.

2
Uso Software Libero come termine generale che
comprende sia Free Software sia Open Source Software. Definizioni
nel glossario che segue l’introduzione.

3
Il termine ha un significato differente all’esterno ed all’interno
della comunità: nel primo caso, pirati disonesti che violano i
sistemi in cerca di informazioni riservate, o che addirittura li
distruggono, nel secondo, ed è il significato corretto, qualcuno
che ami programmare e che lo fa appassionatamente. Voce glossario.

4
Interpretabile dagli esseri umani e non solo dalle macchine. Voce
glossario.

5
E.S. Raymond, 1999.

6
A.Pizzorno, “Perché si paga il benzinaio. Nota per una teoria
del capitale sociale”, in Stato e Mercato n° 57,
dicembre 1999, pp. 373-394.

7
Voci glossario.

8
GNU è il progetto che ha fornito gli strumenti di sviluppo al
progetto Linux (kernel del sistema operativo che ne ha preso il
nome). Voce glossario.

9
Apache è un programma per web server: un software che
consente ad un computer di offrire un particolare servizio ad un
altro computer sul quale gira il corrispondente client. In
corsivo voci glossario.

10
D.C. North, “Institutions, Institutional Change and Economic
Performance”, Cambridge, Cambridge University Press, 1990;
trad. it. “Istituzioni, cambiamento istituzionale,
evoluzione dell’economia”, Bologna, Il Mulino, 1994.

11
Teoria della dipendenza dello sviluppo dai punti di partenza - path
dependency.

 

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