Nuova comunicazione all’INPS: il computer come soprammobile.

Nuove dimissioni di una COLF e nuova comunicazione all’INPS. Ma, ragazzi, stavolta è stata una passeggiata :-D

Puntate precedenti: alla categoria Burosauro

Telefono, solita trafila di numerini da digitare, suggeriti dal risponditore automatico, per arrivare ad avere una risposta da un operatore di lingua italiana riguardante l’argomento di pertinenza: attendere in linea per non perdere la priorità acquisita… attendere in linea per non perdere la priorità acquisita… attendere in linea per non perdere la priorità acquisita… attendere in linea per non perdere la priorità acquisita… attendere in linea per non perdere la priorità acquisita… attendere in linea per non perdere la priorità acquisita… attendere in linea per non perdere la priorità acquisita…attendere in linea per non perdere la prior…

Finalmente l’operatore, lo sento dai rumori. In sottofondo il tramestio di voci, rumori vari e ticchettii sulle tastiere dell’ufficio preposto, o contact center, come anglocacofonicamente lo definiscono da queste parti.

Io:  pronto… pronto … PRONTOOOO eeeeee     È caduta la linea!         “caduta”           si     yuppiiiii.

Si ricomincia da capo, sarò più fortunata?

Terminata la trafila con maggior fortuna, mi risponde un baldo giovane, con accento di un’indefinibile località del belpaese. Spiego che devo comunicare una cessazione di rapporto di lavoro domestico e che chiamo per la persona X Y, che mi ha dato l’incarico.

Lui mi risponde: Mi dia il codice rapporto”… Io tra me e me penso: Uau, un codice univoco che richiama tutti i dati… Troppo avanti!! Forza Brunet… Non faccio a tempo a terminare la pensata che le mie fantasie vengono polverizzate da un candido: “no scusi ho sbagliato, prima mi deve comunicare gli altri dati“.

Maccome… mapperchè?! Mi domando io; basta inserire un solo numero nell’apposita casellina, il codice del rapporto che è un codice univoco, cliccare su invio ed esce tutto: nomi, codici fiscali, ore lavorate, ferie, sesso degli angeli… Nessuna perdita di tempo, pochi secondi e si passa al disperato successivo!

Invece no, tu, tu, mi fermi dopo avermi illuso chiedendomi il magico id, il magico codice univoco che tutto fa comparire e mi domandi il codice fiscale del datore di lavoro?

Con un residuo pizzico di vana speranza, penso tra me e me… mi chiederanno i tre codici: due univoci per le persone e uno per il rapporto e… zack! Altro pensiero polverizzato in un attimo da un freddo: “mi dica nome e cognome del datore di lavoro, prego”.

Dall’altro lato sento il ticchettio delle dita sulla tastiera. Il baldo giovane mi ferma più volte per terminare la digitazione o aspettare qualche misteriosa risposta del sistema, mi richiede i dati, tutti i dati possibili e immaginabili. Tutti i dati che l’INPS ha già! E ad ogni domanda-risposta mi chiede di attendere.

Il top? Se conoscevo la mia sede INPS di riferimento.… Ma ragazzi, la sede INPS??? Ma sto chiamando voi, l’INPS!! Quel che è peggio è che ci ho messo meno io a trovarla con Google che lui a trovarla col suo sistema interno. GROTTESCO.

Terminiamo sto strazio suvvia.

Finisco di dettare i rimanenti dati: cap, codice rapporto, data dimissioni, nome lavoratore e i relativi codice fiscale, ecc. Al termine il baldo giovane mi comunica il codice di cessazione rapporto, che mi appunto accuratamente tra i documenti e mi mando via email, a mo’ di backup.

Pensavo di aver raggiunto l’apoteosi, ma mi sbagliavo: “la ringrazio, mi raccomando: conservi il codice delle dimissioni e sull’ultimo bollettino di pagamento indichi la data della comunicazione. Il fax alla sua sede INPS lo inviamo noi

NOO IL FAX????? UN FAAAX???  CARTACEO MAGARI :-(

Ragazzi, il nostro eroe stava scrivendo tutto su un modulo digitale scollegato dal mondo. Avrebbe fatto prima a mano sigh :-(

Da brava cittadina, come richiesto dal risponditore prima dell’inizio della conversazione, ho atteso la fatidica domanda sul grado di soddisfazione: pienamente - mediamente - non soddisfatto. Scommetto che la risposta è finita in un database :-)

3 Commenti a “Nuova comunicazione all’INPS: il computer come soprammobile.”

  1. Ferdinando scrive:

    I risponditori sono un meccanismo fantastico per eliminare il 70% delle chiamate di reclamo/supporto etc.
    Tra gli anziani si raggiungono quote del 95%.
    Lo utilizza anche il mio concessionario/officina ed il risultato è stato che ho dovuto obbligare a forza un ragioniere a cambiarmi l’olio della macchina :o))

  2. umberto scrive:

    salve: volevo sapere se devo pagare qualcosa per chiudere la partita iva visto che non ho guadagnato quasi niette ho iniziato 26 febbraio l’ attività.
    non ho nemeno fatturato tranne un lavoro di 250euro adesso sommanto dei conti non mi convieni piu tenere l’ iva visto che devo supergiù4.200.00 a l’ anno e non solo tutti certificati che oggi richiedono per una ditta edilizia ( esempio) piano sicurezza,attestato montaggio ponteggi, resposabile del cantiere ecc……
    scusatemi ma e una stron……. e cosi lo stato perde tutti questi persone che vogliono metterci in piedi però non sanno cosa fanno incontro…
    vi saluto spero che mi mandiate un e-mail a piu presto
    sono disperato pieno di debiti.

  3. ensabry.it scrive:

    Salve Umberto,

    Dalle poche notizie che mi ha dato, sembra che lei abbia anche una struttura, un’azienda vera e propria e che tiene le cose in regola, e non solo una partita iva. Con un fatturato così basso, conviene che si rivolga al suo commercialista per farsi consigliare su come procedere: ad esempio se chiudere la ditta, ma mantenere la partita iva da usare come professionista oppure se smantellare tutto.

    Riguardo la domanda sui costi, dalle informazioni che ho recuperato, chiudere una partita iva non ha costo. Ci si reca all’Agenzia delle entrate e si chiude la posizione. Occorre però chiudere la posizione anche in camera di commercio e qui, di solito, costa. Non so se per le cose specifiche dell’attività edilizia ci sono altre spese.

    Conviene che si rivolga a chi le tiene la contabilità. Se vuole un altro parere provi a chiedere un appuntamento “conoscitivo” ad un altro commercialista, magari consigliato da un amico o un parente che lo metta al corrente prima dell’incontro dei problemi che ha e che non le chieda soldi solo per fare 4 chiacchiere.

    Un augurio che le cose si mettano bene al più presto!

    enSabry

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok