Lucid Lynx sul muletto


Ho due PC sotto la scrivania, più per masochismo che per un vero utilizzo: ci sbatto il ginocchio ogni volta che mi siedo. Uno switch mi permette di evitare il fastidio di spostare i cavi dietro ai pc, inginocchiata sui lividi: masochista ma senza esagerare :-)

Il computer da esperimento, ovviamente, è il primo che carico con la nuova distro.

L’avvio da CD live è stato rapidissimo, come con l’hardware più recente. Tutto ok, salvo che la risoluzione, forse per problemi di scheda video, non va più in là di un 1024×768, quando d’abitudine uso 1680×1050.

Tuttavia, un’icona sulla barra delle applicazioni mi indica l’esistenza di driver da scaricare. Si tratta di quelli della nVidia, provo a scaricare e installare, ma sono ancora in versione live su cd e tutte le operazioni sono di “di prova” e devo rimandare l’operazione a dopo l’installazione vera.

A questo punto parto col doppio click su installa Ubuntu 10.4 e obbedisco alle richieste del wizard di installazione. Scelgo la lingua, la tentazione di trovarmi Ubuntu in cirillico è forte ;-), ma opto per l’italiano, poi la scelta del fuso orario, confermando quello dell’italia, pass, cliccando sempre sul tasto avanti alla tastiera. Provo qualche tasto e mando avanti.

Facciamo spazio alla Lucid Lynx

Ora la parte più delicata. Occorre indicare lo spazio sul disco che si vuole dedicare alla Lucid Lynx. Dato che voglio mantelere il vecchio sistema, giusto per vedere cosa succede col dual boot, scelgo  “installa accanto agli altri sistemi operativi, scegliendo all’avvio, ovvero lascio anche in questo caso carta bianca al wizard e non cambio l’opzione proposta.

Al click su avanti mi compare un messaggio che mi avverte che l’attesa potrebbe essere veramente lunga. In effetti dopo 3 minuti la barra di avanzamento è ancora sullo 0%; poi improvvisamente si sblocca e in un solo minuto è al 50%, poi si è inchiodato di nuovo per un quarto d’ora; pensavo di far notte, ma per fortuna non è stato così, altri due minuti ed è comparsa la scelta successiva.

Inserisco informazioni pesonali, password e nome del PC e Yogi Bear 2 è al varo :-)

Il passo 6 mi consente di migrare documenti e impostazioni dal sistema che c’era prima alla nuova installazione. L’installer ha rilevato la presenza della vecchia 8.4 (già versione aggiornatissima quando ho fatto la precedente installazione piallando tutto) e ovviamente gli dico di si, anche se non c’è quasi nulla da importare.

Al passo 7 c’è il riepilogo delle impostazioni e il pulsante installa. Gli clicco su e inizia l’attesa vera… riavvio e… voilà il vero installer.

Ubuntu ti intrattiene durante tutta l’installazione con schermate successive che informano delle caratteristiche e novità del sistema, così uno non si annoia.

Pronti per il riavvio… un due tre e click. Fatto.

Il primo riavvio si svolge in modalità grafica ridotta. Il problema lo conoscevo, nessun infartino come mi capita di solito con certi messaggi. Ora posso installare il driver mancante e incrociare le dita.

Installo, riavvio: spettacolo! Tutto ok, il boot avviene in un attimo, la grafica è assolutamente ok, risoluzione 1680×1050 e ci sono pure degli effettini grafici leggeri, che prima non potevo usare…

Unico problemino, riguarda i tasti per chiudere, iconizzare e ridimensionare le finestre degli applicativi che da questa versione sono stati portati sulla sinistra e io sono abituata alla destra…

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