La miglior strategia di backup…

 …ovvero: come realizzare una replica installabile del tuo PC.

Da tempo stavo cercando un modo per creare un backup della mia Ubuntu; oltre che dei dati, anche del sistema per poter pasticciare sperimentare a piacimento, senza il timore di far danni irrimediabili. Da utente curiosa ne ho fatti più o meno devastanti :-) È per questo che va studiato e poi messo in pratica un processo completo di salvataggio e ripristino…

Come suggeritomi a suo tempo, la copia di riserva dei “dati” la faccio con un classico rsync delle cartelle /home, /etc, /root e /var.
Ma poi?! Se succede qualcosa e si deve rimetter su tutto? Come fare per poterlo riavere uguale e nel minor tempo possibile?
L’attenzione si è rivolta per un po’ al comando dd; dico, mi faccio una copia esatta dell’hard disk “e sono a cavallo!”, ma dopo aver bras…..
…scusate, è meglio se non ve la racconto questa, altrimenti potreste rider tanto da sentirvi male… e io alla vostra salute ci tengo ;-)

Il risultato cui miravo, era di poter conservare ed eventualmente installare o ripristinare il sistema desktop e i dati in poco tempo, intendo in minuti, non in ore o giorni, per avere il MIO ambiente, con tutti, ma proprio tutti, tutti, tutti, i pezzettini di certosine configurazioni, caselline di posta, colorini, barrettine, iconcine e panzane varie perdi/guadagna-tempo e di poterlo poi riavere ESATTAMENTE com’era prima di un’eventuale disastro (ma anche in caso di nuovo acquisto). Anche voi? Strano! :-)

La soluzione mi è “apparsa” in edicola a fine luglio. GNU/Linux Magazine di Agosto 2009 recava in copertina un allettante programma: (E)state col pinguino: accensione, controllo a distanza e un po’ di altre cosucce utili da conoscere. Aperto il giornale e sfogliato fin quasi all’ultimo, trovo l’articolo “Crea una replica installabile del sistema” EUREKA!!!!!!

Eccola qui la strategia  che cercavo per la mia Ubuntu 8,04. Seguendo le istruzioni dell’articolo a pag. 78, ho installato Remastersys. Aggiungendo i suggerimenti degli amici linuxiani, è diventata una procedura completa di backup e ripristino.

Installare  il software [quanto riporto vale per Ubuntu 8,04 e successive]

occorre innanzitutto aggiungere il repository da cui prelevare il software per l’installazione, poichè in quello di Ubuntu non è presente. Aprite con i privilegi di root il file “sources.list” con un editor qualsiasi, qui con gedit (ma va bene un editor qualsiasi) e poi scrivete la relativa password:

sudo gedit /etc/apt/sources.list

Aggiungete il repository:

deb http://www.geekconnection.org/remastersys/repository debian/

poi salvate il file. Ora avviate synaptic dalla shell aperta (è già li, è già aperta, usiamola!)

 sudo synaptic

oppure, se non potete fare a meno della grafica, dal menu principale, “Sistema” -> “amministrazione” -> “gestore di pacchetti Synaptic” e inserite la relativa password.

Cercate in Synaptic il software da installare, remastersys e squashfs-tools (un tool che serve a remastersys per funzionare, ma che non viene installato insieme automaticamente), flaggate la casellina di selezione “marca per l’installazione” di entrambi, poi cliccate su “applica” e attendete il termine dell’installazione.

Il primo backup

Per eseguire il bakup del sistema, ovvero, realizzare l’immagine ISO da masterizzare, del primo CD/DVD personale, ho proseguito aprendo una shell (in questi casi la preferisco alla grafica). Per questa operazione ci sono due opzioni principali, la prima “backup“, che include la cartella home degli utenti e l’altra “dist“, che crea una distro live pulita pulita e distribuibile, cioè senza dati e configurazioni degli utenti.

Ho scelto questa seconda opzione, “dist”, per un banale motivo: non ci stavano i file della home, nemmeno particolarmente pesanti, nel DVD e i primi due tentativi mi sono andati a vuoto.

Per avviare la creazione della ISO, occorre assolutamente chiudere tutte le applicazioni e digitare il comando:

remastersys dist nome_della.iso

Ci vuole parecchio tempo prima di ottenere quanto desiderato, quindi, armatevi di pazienza. Alla fine, dopo aver ottenuto la ISO della vostra personale distro Live e aver masterizzato il DVD, va provata. Basta riavviare il pc e fare boot da cd. Se va tutto liscio alla fine ci sarà il vostro sistema, con tutto il software installato, ma privo dei contenuti personalizzati della vostra home, ovvero dei dati e delle configurazioni.

Il primo “ripristino”

Con il backup fatto con rsync e il DVD con la distro live  del sistema fatto con remastersys, kit è pronto. Non resta che provarlo sullo stesso hardware di provenienza, oppure su hardware occasionale, prestato o nuovo.

Si parte facendo bootare da CD/DVD la propria live, al termine del boot siamo pronti per sostituire le cartelle /home ed /etc, prelevandole dalla chiave usb o dall’hard disk esterno su cui le avete salvate. Aprire una shell e montare quelle di backup al posto di quelle del CD/DVD:

 sudo mount --bind /home_del_backup /home_della_live
 sudo mount --bind /etc_del_backup /etc_della_live

Alla fine riavviate la grafica. Il modo più diretto è la combinazione di tasti Ctrl+Alt e Backspace. Rientrate con l’utente del backup. Et Voilà…. Il MIO (VOSTRO) sistema con tutto, tutto, tutto, :-) da usare su qualsiasi hardware compatibile.

Credits:
Grazie a GNU/Linux Magazine, e ai colleghi linuxiani che mi hanno suggerito i comandi utili ad ottenere quanto desideravo dalla mia Ubuntu. In particolare, fabiux e cri, che mi hanno suggerito le cartelle da salvare e le opzioni di rsync, “Valhalla” del LIFO/LIFOS, per i primi suggerimenti sulla strategia e per il supporto morale dopo i disastri. Infine, ma non ultimo, un sentitissimissimo ringraziamanto a Fabio Ferrazzo per avermi suggerito il mount –bind /olddir /newdir, troppo comodissimissimo e per non essere morto dal ridere per i miei disastri :-)

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