Cantieri selvaggi

mi sono limitata a rimuginare, l’ho fatto per un po’, ma riaffiora periodicamente il desiderio di protestare.

Da qualche tempo la mia città è punteggiata di cantieri che compaiono, rompono, trasformano qualcosa a poca profondità e ritappano il solco aperto poco prima.

Facendosi un baffo delle regole di buon “cantieraggio” e di sicurezza lavorano in totale promiscuità con i passanti. Oggi mi sono trovata in pieno cantiere senza accorgermi, per ben due volte in una strada trafficatissima di auto e di pedoni. Il primo incontro, mi ha portato come un animale in fase di cattura in un recinto immag015.jpgche mi ha convogliato direttamente contro una macchina taglia-asfalto. Lo spazio c’era, le auto erano rimosse, ma le transenne invece di allontanare i passanti, li facevano convergere verso l’operatore. Il macchinario era fermo, ma in procinto di ripartire. L’ho aggirato passando per il corridoio senza auto creato per i passanti, ma non delimitato in modo alcuno. Ho tirato un’occhiata di disappunto all’operaio, ovviamente privo di protezioni acustiche e delle altre previste per evitar loro incidenti e menomazioni irreversibili.

Dopo poche centinaia di metri un nuovo ostacolo sul marciapiede. Qui nulla consentiva una deviazione per i pedoni che erano costretti ad aggirare un’escavatrice cingolata che manovrava sul marciapiede. Stavano spostando dei pallet con il braccio per l’escavazione usando delle cinghie annodate alla bene-meglio. la parte posteriore del mezzo, ruotando ha invaso totalmente lo spazio per i pedoni, che si sono dovuti fermare e hanno dovuto attendere che tornasse dritta. Ho fotografato il cantiere, la situazione può parere inverosimile senza un’immagine di fronte. Anche qui nessuno con le protezioni e non era nemmeno predisposto il corridoio per aggirare l’ostacolo.

Un caso? No! Solo tre giorni prima un mio vicino di casa, anziano e che fatica a deambulare, ma attivo come imprenditore, passando sul marciapiede, in uno di questi cantieri mal transennati, è inciampato sul cavalletto, che per la cronaca lasciava a malapena 30 cm. di passaggio. Il risultato? Setto nasale rotto, un taglio profondo alla fronte che lascerà una bella cicatrice, due occhi neri. Il comportamento degli operai e del capocantiere? Invece di occuparsi e preoccuparsi dell’accaduto, si stavano affrettando a “cancellare” le prove della loro “bravura”, apostrofando e arrivando a minacciare le persone che erano li vicino, che per fortuna non si sono fatte intimidire. I presenti hanno lasciato i dati per testimoniare nelle sedi appropriate.

Non faccio commenti. Sono episodi che si commentano da soli. Ma cosa accadrà quando i cantieri per il 2015 saranno davvero tanti? Già non ci sono controlli oggi, chissà domani!

 

I Commenti sono chiusi

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok